16 dicembre, 2013

Il sondaggio IPMA YC 4Q 2013 – PM & PMI - Come avete risposto

Iniziamo in anticipo rispetto al 2014 la rubrica relativa ai sondaggi quadrimestrali IPMA YC, estratti da una chiacchierata con l’Ingegner Giordano Gariboldi nell'aperitivo di Agosto. In quella occasione uno dei temi emersi è stato quello relativo al rapporto tra il Project Manager e le medie e piccole imprese italiane (PMI). 

In particolare ci chiedevamo la reale "profittabilità" di insegnare da parte ad esempio delle multinazionali ai propri fornitori, ad esempio delle PMI, le metodologie di gestione di progetto, considerando tutti i costi e i benefici del caso.

Fino a pochi giorni fa sul blog vi avevamo chiesto: “PM e PMI: insegnare le metodologie di Project Management come multinazionale ai propri fornitori, presupponendo che siano piccole e medie imprese, è profittevole nella realtà quotidiana? Cosa ne pensate?”



Le risposte proposte dal sottoscritto (così libero Giordano da qualsiasi coinvolgimento) in modo anche un po’ provocatorio per suscitare un dibattito che è stato presente, sono state quattro. 

Due rispondono in modo positivo, due in maniera negativa, considerando ognuna certi aspetti:

  1. “Si, perchè in questo modo si parla la stessa lingua e risolvo problemi di comunicazione“
  2.  “Si, perchè la condivisione di dati ed informazioni è semplificata e pur spendendo denaro in qualche modo lo investo per migliorare i processi di domani”
  3. “No, perchè in questo modo spreco soldi per una formazione non-core"
  4.  “No, perchè le PMI necessiterebbero di figure di PM permanenti per instaurare un rapporto basato sulla condivisione e semplificazione dei processi


Sul totale delle risposte ha vinto il “SI” con il 71% ed in particolare la risposta numero uno ha superato tutte le altre con il 57%. La metodologia di Project Management è dunque vista dalla maggior parte di voi come strumento per superare problemi “linguistici” e gli ostacoli comunicativi. 

C’è anche chi ha sottolineato l’aspetto di condivisione di dati ed informazioni in ottica di investimento e diciamo di supply-chain integrata, aspetto comunque similare al precedente ed in qualche modo legato. 

Sul fronte del no, nessuno ha risposto che insegnare il project management ai fornitori diretti è uno spreco di soldi, domanda ovviamente provocatoria ma nata da una analisi empirica di una serie di PMI (per la verità PI) senza basi di project management. 

E’ piaciuta di più ma non molto l’ultima alternativa, ovvero di avere per le PMI un “PM resident” che effettivamente può semplificare i processi relazionali tra fornitore-cliente parlando la stessa lingua delle grandi aziende. Quest’ultima alternativa si ricollega alla prima, ma vuole esprimere la parte di extracosto, a volte non sostenibile, che piccole aziende magari mono-prodotto debbano inserire in bilancio per avere un buon PM factotum, diciamo così.

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